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23 settembre 2015

A grande richiesta. Crostata al cioccolato e arance amare



Crostata al cioccolato e arance amare @monsieurtatin.blogspot.it

L'avete richiesta a più riprese.
Ha superato nelle scaletta delle priorità ricette che già erano lì lì per essere pubblicate.
Qualcuno si è pure spinto a leccare lo schermo.
Non serve! Armatevi di pazienza e mattarello. La ricetta, come al solito, è qua sotto.

4 marzo 2015

Questo proprio non lo faccio! Profiterole

Profiterole @monsieurtatin.blogspot.it

Ci sono dolci che non ti fanno impazzire.
Sono quelli che vedi malamente esposti nel carrello dei dolci al ristorante.
Immancabili in ogni trattoria turistica che si rispetti.
Tartufi, semifreddi al torroncino (guai che il cameriere non te lo proponga affogato al caffè), l'onnipresente tiramisù "GuardiCheQuestoLoFacciamoNoiConLeUovaFresche!", che il più delle volte significa semplicemente crude.
E poi c'è Lui.
Il preferito di grandi e piccini.
Campione nel listino della pasticceria industriale da ristorazione
Giace decongelato sotto il vetro del carrello, con la sua pila di palle impilate una sopra l'altra 
Non ha un bell'aspetto, eppure tutti lo vogliono. 
E lo vogliono pure qui, tanto che per settimane, quasi fosse la litania del maggio mariano, ti chiedano: "Mi fai il profiterole? Mi fai il profiterole?Mi fai il profiterole?"
Cerchi di proporre ricette alternative: la panna cotta di Massari, i cornetti da colazione con la sfoglia di Omar Busi, i tuoi apprezzatissimi pancakes... 
Nulla da fare, le richieste continuano ad essere snocciolate come le perle del rosario.
Allora che fai? 
Ti metti l'anima in pace e cedi alla chiamata del Signor Profiterole, qui incarnato nella ricetta del grande Giovanni Pina.
E che dio ce la mandi buona!

8 febbraio 2015

La Sfoglia Scozzese. Cornetti di sfoglia al cioccolato

cornetti di sfoglia al cioccolato @monsieurtatin.blogspot.it

Che centra la sfoglia con la Scozia?
Niente, verrebbe da dire. 
Tanto più che pare che questa deliziosa base di pasticceria abbia origine dall'errore di un garzone francese che, dimenticando di aggiungere il burro all'impasto della brisèe, tentò di inserirlo aggiungendo dei pezzi di burro e ripiegando la pasta più volte per farlo assorbire.
Per scoprire la connessione, dovete leggere anche i capitoli introduttivi dei libri di cucina.
Non ci avete ancora capito niente, vero?
Calmi, calmi! Adesso vi spiego. 
Sapete, da qualche ricetta pubblicata qui e qui, che tra gli adorati libri della mia #bibliocina (termine coniato dalla Francesca - sì, ora che l'ho conosciuta di persona si merita l'articolo determinativo alla lombarda - e da me per identificare i nostri amati volumi di cucina) c'è "Profumi dal Forno" di Omar Busi. 
È proprio nelle prime pagine di quel libro, di quelle pagine tutte scritte senza nemmeno una ricetta ed una fotografia che perlopiù salto a piè pari,  ho scoperto l'esistenza di un metodo semplice (ma non veloce, quindi armatevi di pazienza) per ottenere un tipo di pasta sfogliata. 
Ho approfondito sul web, ho fatto qualche prova con dosi diverse e alla fine sono approdato a questa ricetta. 
Qualcuno la chiama "sfoglia veloce", io ho mantenuto il nome che a riportato il maestro. 
Ecco allora che ve la propongo in una versione dolce con dei cornetti al cioccolato perfetti per la colazione della domenica.
E sfoglia col kilt metodo scozzese sia!

28 gennaio 2015

Torta Macchia di Omar Busi



Torta Macchia di Omar Busi @monsieurtatin.blogspot.it
 
 
Macchie.
Il più delle volte indesiderate.
Evitate a tutti i costi.
Malamente cancellate strofinando o scacciate con i più moderni ritrovatati chimici.
Talvolta semplicemente capitate, come quelle che si trovano appioppate certi felini o certi uccelli dalla natura.
Crudelia le cercava ardentemente per farne un vanto sulle sue pellicce.
Addirittura c'è pure quel tale Pollock che le ha elevate a forma d'arte.
Questa volta anche io mi sono messo d'impegno, e cercando tra i miei ricettari, vi propongo questa bella ricetta.
Del resto, siamo mica qui a smacchiare i leopardi...

6 giugno 2014

Un ritorno con Ella per il Manhattan Cappuccino

Manhattan Cappuccino @monsieurtatin.blogspot.it

Dopo tanto tempo di frenesie, rincorse, impegni e stress torno qui.
Non mi sono scordato di voi e non ho smesso di cucinare pasticciare.
Mi manca il tempo, quello sì, di scrivere e commentare.
Ma tra un treno, un aereo e nelle lunghe attese, passo a sbirciare da voi appena posso, con l'iPhone in mano e la musica nelle orecchie.
E proprio la voce calda di Ella che usciva dalle mie cuffiette mi ha riportato alla mente l'esistenza di questa ricetta.
D'ora in poi io sarò più assiduo. Promesso.
Voi, intanto, godetevi questo viaggetto virtuale a Manhattan!
 

29 novembre 2013

Di competizioni e del perché non guarderò Bake Off Italia. Salame dicioccolato a modo mio.

Salame di cioccolato a modo mio @monsieurtatin.blogspot.it

Per chi non lo sapesse, Bake Off Italia è l'ennesimo programma di cucina proposto dalla tv italiana.
Ma non solo.
È anche l'ennesimo reality show in cui aspiranti cucinieri (no, chiamarli cuochi proprio non si può) si sfidano a colpi di frusta e mattarello. 
Non sono mai stato attratto da questo genere di competizione, forse anche perché sono un po' troppo empatico e mi immedesimo molto nelle ansie altrui.
Soprattutto però perché odio l'arroganza dei giudici. 
Lo so che spesso è il dettame dei meccanismi televisivi, ma questo rende il tutto ancora più odioso.
Voglio dire: sia che lo si pensi o meno, non si può insultare una persona, spaccare con il rabbia il piatto nella spazzatura o paragonare la sua preparazione alla lettiera del gatto solo perché la quantità di sale è sgradita al palato. 
Lo trovo estremamente fastidioso. E diseducativo. 
Anche se sei uno chef stellato, anche se hai eccelso nel tuo lavoro, la tua arroganza e il tuo disturbo narcisistico di personalità non sono proprio giustificabili. 
Mai.  
Per questo oggi vi propongo un dolce così: lontano da ogni competizione e preparato da ogni famiglia.
Talmente facile che la riuscita è assicurata.
Statene certi, nessuno vi urlerà dietro.
Se non per dirvi: "daccene un'altra fetta!"

19 novembre 2013

Riletture al vapore. Coppette di crema al cioccolato


L'altro giorno mi sono messo a riguardare un po' gli ultimi post che sono finiti su questo blog.
Credo che rileggersi a mente fredda ogni tanto sia utile per capire in che direzione si sta andando e come riaggiustare la rotta.
Ho immediatamente notato che ultimamente, su queste pagine e nella mia cucina,  il forno ha preso il sopravvento: mi manca un po' la cremosa voluttà di un bel dolce al cucchiaio.
Ma ad essere realmente critici è emerso anche un altro bel problemuccio.
Per prima cosa bisogna porre  immediato rimedio all'elevato numero di errori di stompa  stampa.
Insomma dalle elementari ad oggi nulla è cambiato: ancora sento le grida di mamma e i rimproveri della maestra :
DEVI RILEGGERE PRIMA DI CONSEGNARE COMPITO!

Ma è più forte di me, nonostante la rilettura me ne sfugge sempre qualcuno.
Su una superficie coperta dal vapore, me li lascio dietro come goccioline che si condensano ed emergono solo dopo svariate riletture.
E a proposito di vapore, ecco un budino che va coccolato proprio come fareste con voi stessi in un tiepido Hammam, quando vi concederete il meritato relax come premio per avere preso 10 nel compito di ortografia.

15 ottobre 2013

Willy Wonka e i bon bon di caramello al cioccolato

Bon bon di caramello al cioccolato @monsieurtatin.blogspost.it
 
Willy Wonka, Willy Wonka
il re del cioccolato!
Willy Wonka, Willy Wonka
da voi tutti sia acclamato.
é generoso e nobile,
lui sa muoversi con stile.
Dal piglio irrefrenabile,
spesso poi non si contiene
si contiene, si contie,si contie, si contien!!!
Willy Wonka, Willy Wonka
è di gioia che ti incanta.
Willy Wonka, Willy Wonka
l'allegria è per chi lo incontra!
Del cioccolato è il gran visir,
è un mago che ti sa stupir.
Willy wonka è questo quiiiiii
 

6 luglio 2013

Madeline, Lisle, Greta Garbo e la torta del mio compleanno


Lisle: Così ardente... così piena di vita... e tutto questo, oggi, le sfugge via. Ah, questa è l'ineluttabile crudeltà della vita: ci offre un assaggio di giovinezza, di vitalita, e poi... ci fa assistere alla nostra decadenza.
Madeline: Beh, è la legge della natura.
Lisle: Legge della natura un cazzo! [sorride, si alza e va a prendere una boccetta]
Madeline: Che cos'è?
Lisle: Quello che è venuta a cercare. Un tocco di magia, in questo mondo ossessionato dalla scienza. Un tonico. Una pozione.
Madeline: E che effetto fa?
Lisle: Lei quanti anni mi darebbe?
Madeline: Beh, non saprei.
Lisle: Andiamo... senza cercare di adularmi!
Madeline: Mmmh... trentotto. Ah... ventotto. Tre... ventitré.
Lisle: Io ho settantuno anni suonati! Ecco che effetto fa. Arresta il processo di invecchiamento all'istante, e lo costringe a regredire. Beva quella pozione, e non invecchierà mai più, neanche di un solo giorno. Non la beva... e continuerà a vedersi imputridire.
Madeline: E quanto costa?
Lisle: L'argomento finanziaro è così volgare. Ho idea che non sia molto semplice. Vede, il costo... è diverso a seconda della persona.
madeline: Beh, ma per me quanto sarebbe?
[ Lisle scrive la cifra su un foglietto, e lo fa vedere a Madeline]
Madeline: [ Ride] Beh, si è fatto tardi... ora devo proprio andare.
Lisle: Sieda! Mi porga la sua mano. [Le fa un taglio sulla mano con il coltello]
Madeline: Aaaah... ma che sei matta???
Lisle: Osservi. [ Le bagna la ferita con la pozione, che la rimargina completamente e, allo stesso tempo, le ringiovanisce la mano.]
Madeline: Assegno va bene?
Lisle: Certo. Ma lei deve farmi una promessa. Il segreto che dividiamo non dovrà mai essere rivelato. Lei potrà continuare la sua carriera per dieci anni, dieci anni di perfetta, immutata bellezza. Ma alla fine di questo periodo, prima che la gente divenga sospettosa, lei deve scomparire dalla vista del mondo per sempre. Potrà ritirarsi. Potrà inscenare una falsa morte. Oppure, come disse Greta, una delle mie clienti... "Io voglio rimanere sola".
Madeline: No! Anche lei???

14 giugno 2013

Ricette scientifiche, promesse e mousse di cioccolato al tè oolong conperle di albicocca


Una promessa è una promessa!
E io l'avevo fatta a Floriana di Semi di Vaniglia, quando, rispondendo al suo primo commento sul mio blog, mi ero riproposto di partecipare al suo contest sul tè.
Mi era venuto in mente di fare i novarini di Massari, poi la longcake di Luigi Biasetto (per chi non lo conoscesse, è uno dei tre re della Setteveli), ma qui comincia a far caldo e di stare davanti al forno proprio mi manca la voglia.
Pensa che ti ripensa, mi è venuta la brillante idea di testare una ricetta mai provata.
Sto parlando della famosa mousse al cioccolato 2.0 del chimico Dario Bressanini, in cui ho deciso di sostituire l'acqua con il tè oolong "Golden Osmanthus", che ha sentori di fiore di osmanto e albicocca. Abbiamo letto ovunque che l'acqua con il cioccolato non ci va mai, vero? SBAGLIATO! Adesso vi spiego perchè.

13 giugno 2013

Il Piemonte in punta di cucchiaio: panna cotta al cioccolato bianco con gianduia e nocciolini



panna cotta al cioccolato bianco con gianduia e nocciolini @monsieurtatin.blogspot.it


Le mie origini non sono nemmeno lontanamente piemontesi.
Forse sono un po' sabaude, perchè in me scorre del sangue sardo.
Certo è che se guardiamo alla grande pasticceria italiana, al di là dei dolci regionali e rustici che comunque amo tantissimo, ci rendiamo conto ha dato il meglio di sè nei centri nei quali si sono insediate casate aristocratiche potenti e più o meno solide.
Pensiamo a Napoli, con la sua lunga tradizione di dolci profumati e floreali: babà, pastiera, sfogliatelle, frolle...
Pensiamo alla Sicilia, con la sua pasticceria dagli influssi arabeggianti, dolcissima e mandorlata: cassate, canditi, cannoli, marzapane...
Pensiamo a Firenze e alla Toscana, sapori antichi, semplici e speziati, a ricordo di quanto fossero potenti
quelle terre fino al rinascimento: panforte, riacciarelli, panpepato, cavallucci, castagnaccio...
E infine pensiamo pensiamo a Torino e al Piemonte, terra di cioccolato e nocciole, praline e dolci al cucchiaio: gianduiotti, bonet, budini...e ovviamente panna cotta!
P.S. scusate per le foto, stavolta sono stato particolarmente pigro, lo so.

18 maggio 2013

La sindrome da dispensa vuota e la Torta della Signora Adele

Torta della Signora Adele @monsieurtatin.blogspot.it

Immagina per un attimo di aver ricevuto all'ultimo momento un invito a cena.
Immagina che ti chiedano come al solito di portare un dolce, "che-farli-ti-piace-così-tanto-e-sei-tanto-bravo".
Immagina che ti dicano "prepara quello che vuoi, basta che sia senza latticini" (pure!)
Immagina di aprire la dispensa e accorgerti che il sacchetto della farina è quasi vuoto, che ti rimangono solo 4 uova e che lo zucchero che hai a disposizione è solo quello che riempie per metà la zuccheriera che usi per offrire il caffè agli ospiti (e menomale che lo bevi amaro, il caffè, altrimenti non avresti trovato nemmeno quello)

PANICO e DELIRO

Ecco, ora sei in preda alla famosa SDV o Sindrome da Dispensa Vuota, i cui sintomi sono:
  • AGITAZIONE PSICOMOTORIA:  Corri in studio e accendi il computer premendo con vigore il tasto di accensione, come se così facendo ne accelerassi l'avvio. Ovviamente maledici lui e te stesso per non esserti ancora deciso a fare una pulizia del disco fisso ed evitare ogni volta di attendere 10 minuti prima di accedere al sistema.
  • AMNESIA e CONFUSIONE MENTALE: Inserisci la password - password errata. Re-inserisci la password con più ostinazione - password errata. Ti ricordi finalemente che questo non è il pc del lavoro ma quello di casa. Digiti la password corretta - password errata. Togli il blocco maiuscole e ri-digiti la password. Benvenuti in Windows (Alleluja!)
  • ANSIA seguita da DEPRESSIONE: Apri la cartella "ricette", sperando di trovare qualche idea per mettere insieme i pochi ingredienti che hai trovato. Certo se avessi catalogato per bene tutti gli spunti presi qui e la dalla rete e non avessi chiamato i singoli file Torta, Torta1, Torta_1, Torta_da_fare_assolutamente, etc. forse adesso saresti già di là in cucina ad impastare... 
Poi ti ricordi di avere ancora il ricettario di famiglia, quel quaderno su cui un po' tutti scrivevano le ricette prese dai giornali, rubate nelle osterie, sentite alla radio o date dalle amiche su foglietti volanti e mai ritrascritte di proprio pugno.
E proprio su uno di quel foglietti, intitolato semplicemente "Torta Signora Adele", trovi finalmente la ricetta che sembra fare al caso tuo. La guardi e la riguardi, chiedendoti se la Signora Adele si sia scordata qualcosa: è impossibile che gli ingredienti siano solo quelli!
Ma non hai altra scelta, o quella o ti tocca portare a cena la colomba Bauli avanzata da Pasqua.
Ti metti davanti alla dispensa col foglietto il mano e ricontrolli di avere tutto, quasi come stessi facendo l'inventario dei reagenti chimici: ce l'ho....ce l'ho ...ce l'ho...
Grazie Signora Adele! non ricordo assolutamente chi tu sia, ma grazie a te anche questa volta ne sono uscito vivo.

Le ricette e i pasticci del fratello perduto delle sorelle d'oltralpe